Viola


ViolettaOggi sono andato a correre e andando per la campagna mi sono trovato su una strada isolata, non c’erano piu’ case ma solo una lunga, dritta e stretta strada che scompariva dopo qualche km immergendosi nella foschia.
Continuavo a correre pian piano tenendo il ritmo e sentendo il freddo tagliente sulla faccia e sulle mani che pero’ non ne soffrivano perche’ il mio corpo era in moto e sbuffando come un treno a vapore avanzavo sopra questo binario di asfalto verso il nullla.
La luce era fioca e tendeva sempre a diminuire e la foschia aumentava riducendo sempre di piu’ il cerchio attorno a me, il mio mondo diventava sempre piu’ piccolo e sempre piu’ solo e unico.
A lato del fosso ho visto un punto blu che ha attirato la mia attenzione; ho guardato meglio ed era una viola, manca un giorno da capodanno e trovo una viola? Io nel mio cerchio e la viola, sicuramente lei era fuori posto… o ero io? Mi disse che forse era fuori dal suo tempo e che se non si tenta non si saprà mai se si può riuscire. Lei ha voluto tentare ed dopo tante difficolta’ e’ uscita, si e’ messa alla prova e in quel filo di luce ma all’interno del mio cerchio lei splendeva, splendeva come non sarebbe mai potuta splendere in qualsiasi periodo dell’anno.
Mi sentivo il padrone di quel posto, all’interno del cerchio avrei potuto essere un imperatore e creare il mio regno, ormai ero fermo e dovevo decidere sul da farsi; potevo costruire li’ il mio regno del cerchio, dove nessuno sarebbe mai arrivato. Non c’era piu’ tempo, ho urinato a fianco della viola, ho lasciato il mio segno sul mio territorio e ho proseguito finche’ tutto e’ scomparso alle mie spalle.

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